Famiglia Teucci

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Famiglia TEUCCI
Nobili di Pienza e Signori di Collecchio

La Famiglia Teucci trova le sue radici come nobile casata originaria della città toscana di Pienza, città natale di Papa Pio II Piccolomini. Sotto le pergamene riportanti il blasone familiare leggiamo: «Originaria di Corsignano, già castello, poi fatto città col nome di Pienza, da Papa Pio II. Originata da un Teuccio che si trova risieduto nel Supremo Magistrato e fu dei Nove nel 1334. Nel 1345 acquistò dai Conti Aldobrandeschi la Signoria di Collecchio. Manilio nel 1342 fu uno degli ambasciatori a Ludovico di Taranto marito di Giovanna Regina di Napoli. Molti furono Cavalieri di S. Stefano e Ferdinando vestì l’abito del S. M. O. Gerosolimitano». Nella Villa Teucci a Poppi, una lapide di marmo, realizzata dall’Amministrazione comunale nel 1933, riporta il blasone ed un encomio in lingua latina al Generale S.A. Giuseppe Teucci: «Ioseph Teucci Municipi nostro quod iterum Atlantici nomen meruit. Anno MCMXXXIII, Ab Urbe capta XI».

dbFamiglia DE BENEDETTI
Conti di Sarzana e Conti Palatini

La Famiglia de Benedetti si unisce alla Famiglia Teucci con il matrimonio fra la contessa Marta Maria de Benedetti ed il Generale Giuseppe Teucci. Nel 1665 Simone de Benedetti fu Istitutore del Legato di Roma e, Alessandro de Benedetti (n. 1695), venne invece qualificato col titolo di Conte Palatino, per il quale, essendo morto senza prole, venne istituita una primogenitura nel nipote Tommaso. Giovanni Battista de Benedetti fu decorato col titolo di Conte e Nobile di Sarzana con Regie Patenti concesse da Re Carlo Felice di Savoia del 6 settembre 1825. Nel 1837 si fondava, per volere del Conte Felice de Benedetti, l’ospedale dei SS. Pietro e Paolo e la 3ᵃ più datata associazione di assistenza sanitaria pubblica. Nelle Memorie storiche dell’abate Emanuele Gerini, opera oggi conservata negli archivi del Comune di Sarzana, viene tramandata la più importante testimonianza del legame di parentela collaterale fra la Famiglia de Benedetti e la Famiglia Bonaparte. Tale legame ebbe inizio presumibilmente fra il XII e il XVI secolo, allorquando la Famiglia Bonaparte, proveniente dalla Corsica, si era stabilita a Sarzana.

Gli eroi della Famiglia Teucci

ImmagineIl Cap. Pil. A.A.r.n.n. M.A.V.M. Virginio Teucci, fratello del Trasvolatore Atlantico, Gen. S.A. Giuseppe Teucci, nasce a Poppi (AR) il 21 agosto 1910. Entrò nella Regia Aeronautica nel 1931, frequentando il 1° corso «Leone» della Regia Accademia Aeronautica. Esordì sui velivoli CR-32 nell’ambito del 1° Stormo Caccia Terrestre nella crociera dell’America Latina, per la quale impresa venne insignito il 10 marzo 1938 della Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: «Pilota di un reparto da caccia della Regia Aeronautica inviato nell’America Latina, dava prova di esemplari virtù militari e professionali, prodigandosi infaticabilmente per il completo successo dell’importante missione. Nella trasvolata delle Ande, compiuta per la prima volta da un reparto in formazione, confermava la sua alta capacità di pilota abile e ardimentoso. Cielo dell’America Latina – settembre XV (1937) – febbraio XVI (1938)».

Dal 1938 al maggio 1940 svolse missioni di pilota istruttore di alta acrobazia e collaudatore in Paraguay con contatti con le autorità aeronautiche di Argentina e Brasile. Gli apparecchi che vennero venduti dall’Italia al Paraguay (circa una ventina) erano i Caproni AP–1. Dalle coste del Rio de la Plata si ricorda sempre il particolare estro del giovane capitano e la sua manovra acrobatica personale e preferita, rinominato dalla popolazione locale “Looping Teucci”. Gli vennero conferiti i brevetti da pilota dagli Alti Comandi dell’Aeronautica Militare di Argentina, Chile, Uruguay e Perú assieme alla loro devota ammirazione.

Nel 1940 allo scoppio della guerra tornò spontaneamente in Italia per poter partecipare alle azioni di guerra. Prese parte al ciclo di operazioni in Cirenaica prima, e nei Balcani dopo, dove si guadagnò la prima Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nella relazione a corredo della proposta di concessione della Medaglia d’Argento si fa stato che Virginio Teucci, «Ardimentoso comandante di squadriglia da caccia, già precedentemente distintosi, guidava il proprio reparto in numerose e difficili azioni di scorta e crociere, in audaci e travolgenti mitragliamenti di truppe, postazioni ed autocolonne nemiche, ed in quattro aspri combattimenti contro soverchianti forze da caccia nemiche, durante i quali contribuiva all’abbattimento di tredici avversari. Partecipava con la sua squadriglia all’attacco a bassa quota di un lontano campo avversario, sul quale venivano incendiati al suolo undici apparecchi nemici».

Venne assegnato al 160° Gruppo C.T. il 6 febbraio 1941 proveniente dal 2° Stormo C.T., con il quale svolse sul fronte cirenaico una notevole attività bellica, ha assunto nella stessa data il comando della 375^ Squadriglia in seno al gruppo stesso. Alla testa del suo reparto si è particolarmente distinto il: 9 febbraio, in aspro combattimento aereo contro soverchianti forze da caccia nemiche, durante il quale vennero abbattuti in collaborazione 7 avversari; 10 febbraio, in una scorta ai bombardieri in azione su Joannina, durante la quale venne abbattuto un Gloster nemico; 28 febbraio, in un altro aprissimo combattimento contro Gloster, Hurricane e Spitfire; 13 marzo, in altro combattimento aereo contro numerosi Gloster e Hurricane durante il quale vennero abbattuti 5 avversari; 13 aprile, nelle due azioni di attacco alla lontana base di Mostar, sulla quale in collaborazione con il proprio gruppo ha incendiato 11 apparecchi nemici collaborando efficacemente alla distruzione di altri 50 ed al conseguente sfacelo dell’aviazione serba.

Ai primi di maggio 1942 venne mandato sul fronte orientale, all’aeroporto di Stalino in Ucraina, quale comandante della 356^ squadriglia del 21° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre (ARMIR), volando adesso sui velivoli Macchi MC-200, dove collezionò numerosi successi nel corso dell’avanzata verso Karkov, il più importante centro di comunicazioni ferroviarie ed industriale dell’Ucraina. Sempre nel maggio del 1942, il Macchi 200 del Capitano Virginio Teucci viene colpito al motore in un attacco a volo radente sul campo sovietico di Petroskaja. Il pilota è costretto ad un atterraggio d’emergenza fuori campo, ma fortunatamente entro le linee italo–tedesche. Completata la conquista di Karkov, le operazioni dell’Asse si spingono verso l’area delle grandi anse del Don. Alla fine di giugno anche le squadriglie del 21° Gruppo Autonomo C.T. si spostano verso est (sul campo di Borwenkowo prima, poi su quelli di Makejewka e di Tanziskaya). Il 27 luglio 1942 il Capitano Teucci si alza in volo con la sua squadriglia in un rischioso servizio di scorta ad un gruppo di bombardieri tedeschi diretto verso la zona di Kalatasch. Lo scontro con la soverchiante caccia sovietica è violentissimo. Sette piloti della 356^ ne escono illesi, ma il suo Comandante e l’amico fedele gregario, S. Ten. Carlo Ricci non rientreranno alla base. Il Capitano Pilota Virginio Teucci veniva abbattuto dai caccia sovietici. Non verrà mai più identificato né trovato le tracce e del velivolo e del suo pilota.

Il Ministero dell’Aeronautica, con R.D. 5 marzo 1942, conferiva al giovane eroe la Medaglia d’Argento al Valor Militare. «Comandante di Squadriglia da caccia in numerose azioni di guerra portava i propri gregari a ripetuti, vittoriosi combattimenti. Attaccato dalla caccia nemica durante la scorta ad un gruppo di bombardieri alleati trascinava nella impari lotta i propri gregari lanciandosi per primo. Riusciva così ad assicurare il ritorno degli apparecchi scortati ma, sopraffatto dal numero dei caccia nemici, non faceva ritorno. Cielo della Russia, 2 maggio – 27 luglio 1942».

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